La Buca di Enea a Pienza

La Toscana, si sa, non regala solo stupendi paesaggi ma anche delizie per il palato.

Oggi mi voglio fermare a Pienza, in particolare in un posticino (saranno al massimo 15 – 20 coperti) dove la bontà del mangiare è incorniciata dalla piacevole atmosfera che vi si respira. Sto parlando de La Buca di Enea.

L’Enea in questione non è il proprietario, ma è Enea Silvio Piccolomini, affascinante personaggio salito al soglio pontificio nel 1458 come Papa Pio II e fondatore di Pienza.

Ad accogliervi a La Buca di Enea, invece, trovate Antonio e Gabriella, marito e moglie, che in poco tempo vi faranno sentire coccolati e anche un po’ viziati, mentre girando tra i tavoli si intratterranno con voi per chiacchierare piacevolmente. Intanto, una leggera musica di sottofondo contribuirà a rilassarvi.

Sfogliando il menu, si ritrovano piatti della tradizione locale che già solo a sentirli nominare si risveglia l’acquolina in bocca.

Come i pici, o pinci, quel tipo di pasta realizzata, come accade per altri primi piatti in Italia, con acqua, farina e sale: ingredienti semplici, che però divengono un qualcosa di squisito grazie al sugo o al condimento che li accompagna. Sono famosi a questo proposito i pici all’aglione e quelli con le briciole. Qui a La Buca di Enea io però ho scelto di assaggiare quelli alla carrettiera, con pomodoro (e che pomodoro!), basilico e aglio. Anche se contro il galateo, questo è uno di quei casi in cui la scarpetta con il pane è un obbligo.

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Le zuppe sono un altro piatto che dovete assolutamente provare. Nel menu c’è quella di fagioli e c’è quella di ceci, accompagnate da crostini di pane caldo; c’è quella di farro con funghi misti. E poi c’è la ribollita, a base di verdure e pane raffermo: ne ho sperimentato l’assaggio qui per la prima volta. Devo dire che all’inizio ero un po’ scettica, ma essendo un piatto tipico non potevo farmelo scappare…e per fortuna che non l’ho fatto! Morbida e cremosa proprio come piacciono a me le zuppe, calda, me la sono gustata lentamente accompagnata da un bicchiere di Brunello di Montalcino.

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Se vorrete assaggiare i salumi e i formaggi della zona, vi arriveranno in tavola fantastici taglieri degli uni o degli altri o misti. Potrete così assaporare le salsicce di cinghiale, il prosciutto e il salame toscani, il rigatino senese; mentre tra i formaggi, naturalmente, il principe di Pienza, il pecorino.

A quest’ultimo, proposto in varie stagionature e tipologie, sarà difficile dire no. E se vorrete proprio togliervi lo sfizio, provate ad ordinare uno dei “piatti speciali”: io ho scelto il pecorino stagionato accompagnato da marmellata di fichi, arance e ciliegie e miele di castagno, ed eccomi davanti questa mattonella di ottimo formaggio:

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Altra alternativa su queste note, le fondute di pecorini misti: con rucola, pinoli e noci; porcini e lardo di colonnata; salsa al tartufo.

Dai piatti della tradizione passiamo a quelli innovativi. E qui i miei consigli vertono sicuramente su un secondo, un tenerissimo maiale ubriaco sfumato con chianti senese,

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e un dolce, la crostata di pere e formaggio, servita calda, una vera (e ottima!) sorpresa, grazie all’armonia del dolce e del salato che non si contrastano ma anzi si completano.

Per chi invece, per il dolce, volesse rimanere sul classico, la scelta ricadrà naturalmente sui cantucci con Vin Santo.

cantucci-e-vin-santo

In ogni caso, qui a La Buca di Enea è garantita una vera chiusura in bontà.

 

 

 

 

 

 

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