Ristorante Il Coccio

Ristorante Il Coccio è alla periferia di Roma, in Via dei Meli, appena girate da Viale Alessandrino per arrivare in Viale Togliatti. Il locale è piccolo, e forse chi non lo conosce ci fa poco caso, per cui, ora che lo sapete, quando siete da quelle parti aguzzate l’occhio, perché ne vale veramente la pena!

Nel menu troverete tutta la vigorosa tradizione della cucina romanesca, dall’amatriciana alla carbonara, dai “rigatoni co’ la pajata” alla coratella con i carciofi, dall’abbacchio alla trippa.

il coccio 2

Ma non solo. Perché, più in generale, alla base della scelta dei piatti da presentare c’è il concetto della cucina povera.  “La mia è la cucina di famiglia, quella di casa“, ci tiene a sottolineare Massimo, fondatore e proprietario del locale che ha aperto ormai da ben quattordici anni. “Io non mi considero un ristoratore, ma un trattore, un oste, come quelli che c’erano una volta”.

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Ecco allora che il (ricco!) antipasto della casa comprende, tra i vari manicaretti, il pane fatto a tocchetti, fritto, e poi bagnato con aceto balsamico e olio: “una ricetta di mia madre per utilizzare il pane, una variante della classica panzanella con il pomodoro; l’importante è il giusto bilanciamento tra olio e aceto”. Vi assicuro che nella sua semplicità è una delizia! Insieme al pane troverete mozzarella di bufala, peperoni, melanzane, frittatine.

Una cucina povera, ma con una grande attenzione alla qualità degli ingredienti (lui stesso fa la spesa ogni mattina) e alla presentazione dei piatti. Come per questo fantastico semifreddo allo zabaione con amaretti sbriciolati:

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Non da meno è il servizio, veloce al punto giusto, cortese e discreto. Non troverete il menu cartaceo perché sarà proprio Massimo a presentarvi la lista delle pietanze, classiche e del giorno, con una dialettica da cui sembra trasparire come ognuna di esse sia stata da lui pensata e curata con attenzione.

L’arredamento del locale è un caleidoscopio di fotografie di una Roma che non c’è più, come quella di Anna Magnani e Aldo Fabrizi, di cornici con citazioni in romanesco, di oggetti di vita quotidiana e di vacanze in giro per il mondo.

E se vi capita di mangiare lì, anche se non ne avete necessità non perdetevi una tappa in bagno (sì sì avete capito bene, proprio in bagno!), per fermarvi qualche secondo a leggere la poesia attaccata alla parete, una vera opera d’arte in simpatia!

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